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Funerale Antonio Fontana 54/57

fontana

In ricordo dell’Ex allievo Antonio Fontana corso 1954/57, storico commentatore del Calcio Napoli

Sembra una pagina plagiata a de Amicis dal libro Cuore invece e’ una pagina di Nunziatella di vita vissuta.
Questa mattina alle 11,00 (lunedi 20 Aprile) ci siamo trovati nell’Ipogeo del Cimitero di Poggioreale per dare l’ultimo saluto a “ Totonno”.
Gabriella, la moglie e compagna di tutta la vita, aveva deciso di optare per un saluto e un ricordo di Antonio, da parte di parenti e amici nella sala adiacente la Chiesa di Santa Maria del pianto.
Presenti , oltre a Gabriella e ai suoi due figli e alla cognata, e altri parenti, c’eravamo noi, i suoi colleghi di corso , tra cui Mosca Moschini Rolando e Signora , venuto da Roma malgrado i suoi improcrastinabili impegni, Antonio Sanicola e Signora , tutti della sez Cl D , Francesco Sciascia e Carla ( io ), il Presidente Onorario Peppino Catenacci, altri ex allievi.
Nelle parole di saluto, del rappresentante del Circolo tennis Vomero, ( ex allievo ), e del rappresentante della Comunita’ ebraica, nonche’ in quelle della sorella di gabriella, e’ venuto sempre fuori, questo alone legato al Rosso Maniero; questo marchio indelebile, che ci perseguita con nostra soddisfazione, dal giorno in cui, maturati, abbiamo lasciato la Nunziatella.
In tutti i suoi incarichi, sia sportivi, sia ricreativi, che di lavoro, da grande professionista della cronaca sportiva, Totonno ha sempre saputo legare il tutto, alle sue origini, a quei tre anni passati con noi.
Io ero dello scientifico , ma Totonno era di tutti, amico di tutti a patto che non gli si toccasse il Napoli.
Per noi, ha preso la parola Rolando, e ha narrato semplicemente, come lui, proveniente da un piccolo paesino dell’Umbria di circa 1000 anime, vincendo il concorso, si e’ trovato catapultato in una metropoli come Napoli, di gran lunga diversa dalla sua etnia di origine. Spaesato, ( come lo eravamo tutti noi al primo anno, non napoletani ).
Ha subito conosciuto il suo compagno di classe e di camerata, Fontana, con il suo allegro sorriso, con la sua imperdibile cadenza napoletana, al limite dello sfotto’, e ha legato immediatamente.
Totonno, se lo e’ portato a casa durante la libera uscita. In quella casa, dove la mamma Antonietta, ora supercentenaria, lo ha accolto, come un figlio, e ha riservato per lui le stesse attenzioni che volgeva a Totonno.
Per Rolando e’ divenuta una seconda casa. E Totonno gli imponeva pero’, anche l’accompagnamento alle partite di calcio al Vomero, e il tifo per la sua squadra del cuore.
Quando il napoli perdeva, per Totonno era giornata di lutto , ed era meglio non avvicinarsi a lui.
Poi ci siamo maturati e ognuno ha preso la sua strada. E tra tutti, loro due, gli amici di sempre in quella Scuola Militare.
Totonno si laureo’ e l’amore per il napoli di Vinicio e Altafini, di Jepson, lo portarono a divenire un ottimo cronista sportivo.
Nelle sue cronache, il calcio lo vedevamo dal vivo, e soprattutto era molto obbiettivo nei suoi giudizi. Era un innamorato di sempre, ma ‘la sua onesta’ gli permetteva di castigare la squadra del cuore quando sbagliava, anche se con l’amaro in bocca.
Rolando inizio’ invece la sua carriera Militare conseguendo successi su successi.
Quel grande sogno di non perdersi mai di vista, anche dopo avere lasciato il rosso maniero, veniva infranto dalle due diverse carriere, dagli impegni professionali, dalle famiglie, dalle preoccupazioni e occupazioni.
Quando si incontravano, durante i raduni, abbracci, pacche sorrisi, ricordi, promesse di non perdersi piu’ di vista, ma il giorno dopo, Totonno nella sua Napoli, e Rolando in giro per l’Italia e il Mondo, riprendevano la loro vita di sempre e i loro impegni. E quindi erano costretti a buttare terra su quelle ceneri di promesse volute, desiderate, ma sopite.
Al cinquentannale ci rincontrammo tutti, sempre con lo spirito e l’affetto dei 15 anni, e Totonno e Rolando, incontrandosi si ripetevano,…. Ora siamo piu’ liberi, i figli grandi,… ora dedichiamoci a noi.
Invece anche dopo il 50ennale, la vita nuovamente li tenne lontani.
Il 60ennale ( 2014 ) li porto’ insieme nel territorio napoletano; ma per tanti motivi, il corso 1954/57 si divise in due per i primi giorni. Il classico, opto’ al 70% di recarsi a Capri e lo scientifico, preferi’ Napoli.
Anche qui, il destino si accani’. Rolando segui’ il classico e quindi 2 giorni a capri.
Totonno invece, rimase a napoli, e si uni’ al grosso dello scientifico, per stare vicinissimo a mamma Antonietta che tra l’altro non stava bene.
Questa volta pero’, si promisero di non perdere piu’ nemmeno un giorno libero, per godere insieme la vita che rimaneva ancora. E Totonno e Rolando erano in forma fisica eccezionale per mantenere cio’ per un lungo periodo.
Tant’e’ che iniziarono a passare insieme le vacanze estive, e a ritrovarsi spesso, grazie anche all’amicizia nata tra le due mogli.
Passava il tempo e essi dal sessantennale in poi, non volevano piu’ perdere un’ora del loro tempo libero se non insieme a fare sogni e progetti, cosi’ come li facevano 60 anni fa alla Nunziatella.
Il 18 novembre di quell’anno ( cioe’ l’anno scorso ) , mamma Antonietta non stava molto bene , e Rolando rinuncio’ volentieri al pranzo con tutti noi, pur di non lasciare Totonno, e mamma Antonietta.
Erano pronti anche per questa prossima estate, a vivere insieme il loro tempo libero, e gia’ stavano organizzandosi.
Ahime’, sono bastati 3 giorni alle Parche per sciogliere questo incantesimo. In tre giorni abbiamo perso il nostro amico di sempre.
Ma io ritengo e sono certo che Gabriella continuera’ a vedersi e a trascorrere con Rolando e famiglia, il periodo libero, e Totonno, di cio’ sembra gia’ sorridere.
Mentre Rolando raccontava quanto sopra, in maniera semplice, noi sentivamo Totonno vicino a noi. Quella bara di legno, davanti a noi, ci sembrava un corpo estraneo, vuoto, perche’ lui era seduto con noi, con quel sorriso di sempre, con quella battuta pronta per tutti.
Ricordo di totonno Fontana, quando rientravamo dalla libera uscita, e facevamo il pieno di crocquets sotto la mantella, al Vomero; ricordo quando al primo anno, morto mio padre, in un momento di sconforto (ero con lui) ed ebbi a dirgli : toto’…ma che faro’ da solo , qui, senza piu’ un padre??? La sua risposta???? Un sorriso.. una pacca sulla spalla stringendomi a lui..e una frase….ma che tte ne fotte…ci siamo noi, qui con te…. Ci sono io…!
Queste semplici parole, questi emozionanti ricordi, a noi non servono, li abbiamo vissuti insieme: sono il nostro bagaglio .
Servono, a qualche amico, che inconsciamente si e’ allontanato da noi per dirgli…caro fratello di due pizzi….noi siamo sempre i tuoi fratelli di sempre… cercaci e noi ti faremo rivivere il grande sogno della Nunziatella da ex allievo.
Servono ai giovani allievi di oggi, a cui dico….Non lasciate che il tempo vi attenuisca i ricordi e le esperienze della Nunziatella… Vivetele giorno per giorno, ritrovatevi sempre, almeno il 18 novembre.
E’ vero, la nostra Nunziatella ha tante crepe, ha tanti difetti, un ex monastero non piu’ adatto alle esigenze moderne infrastrutturali, luoghi dove fare attivita’ sportiva lontani e dispersivi, luce a volte non adatta per uno studio prolungato, e chi piu’ ne ha piu’ ne metta.
Ma chi non ha fatto la Nunziatella, non capira’ mai il collante che Essa ci ha dato, non capira’ mai cosa significa amicizia pura, amicizia vera, e soprattutto non capira’ mai il legame che unisce amici di corso e non, ex allievi anziani ed ex allievi pulcini.
E’ l’alone magico della Nunziatella, quell’alone che abbiamo, quando incontriamo, nella nostra vita un Caio o un Sempronio, che forse non avremmo mai osservato, ma che e’ bastato vedere quel triangolino sull’occhiello della giacca, o sul petto della divisa per dire subito: di che corso sei?????? Ecco il fluido magico di Mamma Nunziatella.
Francesco Sciascia corso 1954/59
Ed ufficiale alla SMN dal 1974 al 1988