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Il Parlatorio della Nunziatella – di Renato Benintendi (1973/76)

Il Parlatorio o… Delle Metamorfosi

La prima volta che si accede(va) al parlatorio della Scuola era durante il concorso. Un condensato di Amici, X-Factor e il Grande Fratello rendono l’ idea delle vicende storiche e delle farneticazioni logorroiche a cui era possibile assistere. Il candidato era normalmente magnificato dalla onipresente madre, di fatto veniva pre-omologato ante rem come allievo, si creavano i primi bivacchi, si formavano i primi improbabili plotoni (poi sciolti dalla realta’ post-concorsuale) con frasi del tipo: “Ci vediamo dentro!”. Facevano la loro comparsa fratelli gia’ allievi che venivano presi sildenafil d’assalto e le cui misteriose parole circa le prossime prove infernali venivano fraintese e subito dimenticate. Una sorta di sindacato madri veniva indetto allo scopo di aggredire l’ ufficiale di picchetto o il capitano di ispezione, i quali si defilavano con elegante efficacia. Alcuni sporadici allievi in divisa estiva transitavano lungo il corridoio del Masso e venivano fatti oggetto di placcaggio indetto da sorelle e madri, da cui si liberavano con smorfie inespressive e parole telegrafiche facendo oscillare spaientemente lo spadino…Ai vincitori di consorso (la gloriosa schiera di coloro che qui educati…) che venivano ammessi dopo pochi giorni all’intero plesso sembrava che dai giorni del King for a Night parlatoriale fossero passati secoli. L’accesso al parlatorio in tenuta Guantanamo veniva concessa solo a seguito di chiamata del cognome, quasi sempre stroppiato, ad opera del famiglio costantemente in debito di corsi di dizione e affetto da catarro bronchiale. La schiera di allievi era riconoscibile nella tarda sera ottobrina dall’ incedere paragonabile a quello del cecoptico http://bit.ly/2p6VsJS del Bengal, causa bolle ai piedi, scarponcini di misura inadeguata, micosi inguinali di estensione addominale. Raggiunto il parlatorio, un certo numero di madri tentavano la fuga allo scopo di sottrarsi allo sconcio genetico di cui avevano improvvisamente preso atto. Le trattenevano le numerose vicine di casa che le accompagnavano quali comites del cursum honorum condominiale, dopo che la notizia del consorso vinto si era sparsa in tutto il rione. Allievi non napoletani si accompagnavano a quelli napoletani a sancire quell vincolo di amicizia che non si sarebbe mai piu interrotto. Le lacrime dei neofiti venivano trattenuite a stento e il tentativo di organizzare un qualche discorso del tipo”Voglio tornare a casa” veniva stoppato dalla voce del famiglio, il cui altoparlante imperversava https://health-e-child.org/buy-modalert-online/ anche in parlatorio, e dallo sguardo del comandante di compagnia, travestito per l’ occasione da aguzzino sudamericano. Va infine ricordato che una univesita’ giapponese ha dedicato una ricerca sperimentale di fisica della materia, volto a spiegare il mistero del contenuto in generi alimentari delle borse delle madri del parlatorio della Nunziatella, che gli allievi trangugiavano in pochi minuti, aggiungendo agli acciacchi motori mal di pancia che nessuna laparotomia esplorativa avrebbe potuto rivelare…Eppure, siamo sopravvissuti anche a tutto questo…