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Mak P nel ricordo di Renato Benintendi (1973/76)

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MAK P ZERO… IL CANTO DELL’ ADDIO…

Era il 20 maggio 1976…una sera come tante, il cielo stellato e nel silenzio dei balconcini delle celle un vociare sommesso misto allo sciabordare del mare che veniva dal Borgo Marinari…La distanza non esiste in sere come queste, quando Napoli si appresta alle incombenze della notte e lo scenario del mare e’ proiettato con tanto di sonoro per chi ha la ventura di affacciarsi da Sala Convegno, dalle celle, da alcune aule, dal balcone del Corridoio Comando…Una sera come tante…Reduci da uno squaglio sventato dall ex allievo tenente Giacomo Guarnera (65-68), che rientrava alle 3 del mattino con la sua A122 Abarth tettuccio nero targata Palermo e si imbatte’ in un plotone di anziani e anzianissimi https://health-e-child.org/buy-modalert-online/ che guadagnavano la via della Scuola, scontavamo nelle SEICELLE a turno i leggendari 7+3, massima punizione comminabile, a cui facevano seguito per gravita’ solo il rimprovero solenne e l’ espulsione…Il corridoio delle celle si animo’ d’ improvviso e Mario Longhini (72-76), scelto di servizio, fece la sua comparsa http://bit.ly/2p6VsJS ingiungendo al cellaro Jervolino di eseguire una sorta di amnistia temporanea, cosa che il famiglio pose in essere senza discutere…”Andiamo ragazzi” disse Mario con un tono inusuale, quasi affettuoso…La terza compagnia, anziani del quarto scientifico, anziani del classico e anzianissimi, occupava il cortile piccolo in ordine sparso e in abbigliamento del tutto casual , tuttavia piu’ dimesso di quello dell’ ormai passato spettacolo di Natale…Il Cortile era inusualmente buio, eppure magicamente illuminato dal cielo di Napoli e potevi cogliere quasi l’ abbraccio dei cappelloni affacciati all’ ultimo piano e delle cappelle al primo…Quasi un sortilegio, non potevi vederli ma loro erano li’, un mistero mai completamete svelato…Beh sildenafil le candele fecero la loro comparsa nella notte di maggio e il Canto dell’ Addio fu il piu’ intimo e vero dei nostri anni a Pizzofalcone, meno urlato del Pompa Pompa, meno irriverente del Saluteremo…Ci parve durare un attimo, ma duro’ tre anni…Nessuno ,dal mondo di fuori, fece caso alle lacrime di quei piccoli uomini nel buio del Vecchio Edificio, non vi erano fanciulle debuttanti, genitori festanti, cineamatori intraprendenti …Forse per questo capimmo, quando un applauso sincrono e incontenibile scroscio’ dalle altre compagnie dopo l’ ultima nota, che la nostra vita insieme era finita davvero…e sugellamo quel momento terribile con un ultimo abbraccio…che non si e’ mai concluso da quella notte di maggio sotto il cielo di Napoli….