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Ricordando Umberto Bile (73/76) – di Renato Benintendi (73/76)

Umberto Bile e “Linda Bella Linda”…nei cieli siculo-maltesi

Maggio 1976.
I Daniel Sentacruz Ensemble spopolano in Italia ed Europa con il pezzo bump “Linda Bella Linda”, il triste terremoto del Friuli e’ alle spalle e, in barba all’ austerity di qualche anno prima, ai maturandi (anziani e anzianissimi) viene prospettato un non meglio identificato “Viaggio di Istruzione”, destinazione Malta. Gli scafati anziani del classico e gli imperturbabili anzianissimi dello scientifico ipotizzano un risarcitorio soggiorno in beauty farm dimessamente organizzato dal https://health-e-child.org/buy-modalert-online/ Comando Scuola. L’ arrivo a Capodichino fuga d’ amblais le suddette ipotesi edonistiche: due bielica Chinook dell’ esercito attendono le truppe, che, in preda ad un improvviso panico, pensano ad un anticipo delle missioni afgano-irachene di 20-30 anni dopo. Il “Viaggio di Istruzione” si materializza nel piu’ realistico “Viaggio Distruzione”, illuminazione confermata dal ghigno del maresciallo assistente di volo che ostenta le cuffie antirumore mentre impartisce l’ ordine perentorio ai maturandi del 76 di disporsi secondo le due file di panche senza ammortizzatori. Appena il tempo di pensare al recente Vietnam, ed ecco Napoli apparire fantastica dall’ alto, nel cielo arancione di maggio. Tempo bellissimo, qualche vuoto d’ aria, infine l’ atterraggio alla Valletta. Qui un rappresentante di Dom Mintoff ci riceve all’ aeroporto, tra flash e riprese televisive. Il ballo all’ ambiasciata scorre http://bit.ly/2p6VsJS tra i fiumi di whisky delle ragazze inglesi in cerca di “Ufficiale e Gentiluomo” e qualche bottiglia di aranciata e acqua minerale dei ragazzi di Pizzofalcone. Prima di portarci alle Saint Patrick Barracks di Sliema, l’ orchestra suona “Linda Bella Linda”, quasi un omaggio ai juke box della incipiente estate italiana. Passo’ la settimana. Il ritorno non fu altrettanto lieve. I Chinook costretti dalle condizioni meteo ad una sosta tecnica a Sigonella, ripartirono per Napoli. Ma il tragitto non si rivelo’ senza imprevisti: i vuoti d’aria uniti alla turbolenza e al rumore assordante vinsero la tenuta di Umberto, il quale inzio’ a dare chiari segni di una incipiente crisi intestinale. Il Viaggio Distruzione non prevedeva purtroppo WC, i Chinook un tubo ad una estremita’ del quale si apriva una bocca che immetteva sullo spazio sconfinato del cielo. Umberto cambio’ posto, si alzo’, venne redarguito dal maresciallo assistente di volo, mimo’ il problema, divenne paonazzo, rese necessaria la diffusione di spray deodoranti formato gay pride, infine si giro’ supplice verso la bocca aperta della carlinga. Non rammento come fu, ma allievi ed ufficiali lo sildenafil tennero, nel tentativo di rendergli l’ estremita’ posteriore in posizione esterna all’ elicottero. Umberto, in versione Via col Vento, guardo’ riconoscente i suoi “sostenitori” poi tento di rilassarsi seduto su una nuvola di passaggio. Commise pero’ l’errore di guardare alle sue spalle: una qualche applicazione del newtoniano principio di azione e reazione dovette intervenire, perche ebbe uno scatto in avanti, tiro’ su i pantaloni e si sedette serio tra la sorpresa generale. Spiego’ a gesti che il problema si era risolto da solo, lo stimolo rientrato, il malessere passato. Rimase silenzioso fino all’ atterraggio a Capodichino, dove fu infine visto sfrecciare fulmineo lungo la pista in direzione dei piu’ vicini servizi igienici: pare che la torre di controllo lo abbia scambiato per una aereo da diporto che senza autorizzazione aveva imboccato abusivamente una slot sulla pista, come avrebbe fatto un’ auto sulla tangenziale di Napoli.
(La foto e’ di Antonio Stango, Capodichino, 1976)